BMB 2001

Benvenuti sul blog della Brigata Marco Ballerini 2001

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Bibappalulascismaibeibi!

domenica 17 aprile 2011

Juve merda


Negli ultimi giorni, giornalisti e anche tifosi viola, si sono sbizzarriti nel definire eccessivo e patetico parlare di Fiorentina-juventus come la partita dell'anno, come la partita che salva una stagione; quasi a volerne snobbare l'importanza che da sempre la caratterizza. Forse queste persone non hanno capito cosa significhi per un Fiorentino la sfida con la juve: Fiorentina-juventus significa il così viscerale amore per la propria squadra e l'inevitabile odio per tutte le altre, significa la lotta e la resistenza al potere che da sempre contraddistingue Firenze.
Significa la trepidazione di tutta una città nell'aspettare questa gara, i sette giorni che la precedono con ansia mista ad entusiasmo.
Fiorentina-juventus la aspettano tutti, ne parlano tutti, dall'ultras al ragazzino, dal distinto signore all'operaio, dal pensionato alla signora che va al mercato, passando per la vecchietta pronta ad esclamare "bene, sti gobbi di merda", in caso di vittoria, oppure "rubano sempre sti gobbi di merda" in caso di sconfitta.
Fiorentina-juve significa il furto dello scudetto nell'82, la coppa uefa nel 90, lo scippo di Baggio, la coreografia raffigurante i monumenti fiorentini, forse la più bella mai vista in uno stadio, la mitraglia di batigol, il 2-3 di Torino e quel coro "stiamo arrivando" cantato nell'inferno della C2 per far capire che il nostro obiettivo era tornare al più presto a confrontarci con loro! Perché loro rappresentano la disonestà sportiva, rappresentano il doping, rappresentano tutto il marcio di questo calcio moderno, ed è contro questo che ci battiamo e ci batteremo sempre quando giochiamo contro questa feccia. Per questo per noi non sarà mai una partita normale ma La partita. E chi dice che è da provinciali considerarla la partita dell'anno vuol dire che unn'ha capito una segaccia nulla dei Fiorentini e del loro immenso cuore!
Fiorentina-juventus è tutto questo e tanto altro, racchiuso nella nostra storia e nei nostri cuori per sempre, Fiorentina-juventus è domenica...VINCIAMOLA!
Per amore, per orgoglio, per la nostra Firenze!!

lunedì 11 aprile 2011

T'immagini


"T'IMMAGINI...la faccia che farebbero, se da domani davvero, davvero tutti quanti smettessimo!"
Alcuni sarebbero felici, altri si dispiacerebbero e altri ancora troverebbero qualcun altro con cui "becchettarsi"; perchè a Firenze siamo così, siam Guelfi e Ghibellini, troviamo sempre da discutere su tutto e quest'anno, con l'introduzione della tessera, è iniziato il festival del battibecco: i Non Tesserati che non condividono coloro che hanno sottoscritto la card, rendendo meno efficace la loro protesta, i tesserati che individuano nel parterre il male della curva e lo fischiano.
Ora, senza voler ricorrere a frasi di rito quali "si tifa tutti per la Fiorentina", volevamo sottolineare quanto in questo caso la decisione dei Non Tesserati di non entrare contro il milan per contestare il prezzo del biglietto di curva a 28 euro non va ad intaccare nessun altro.
Eppure sui siti c'è già chi si è sbizzarrito in commenti coloriti ai danni del Parterre, in offese gratuite, ma il Parterre non ha rotto i coglioni a nessuno, non ha chiesto la collaborazione di nessuno e non ha offeso nessuno; ha soltanto scelto di non entrare per far capire, a chi di dovere, che in un periodo di crisi come questo ragazzi che studiano, persone che lavorano e prendono mille euro al mese, magari con famiglia a carico, non possono o non vogliono spendere 28 euro per vedere una partita di calcio in curva (dicesi "settore popolare"...).
Il problema, comunque, si pone anche per coloro che hanno la tessera, perché non crediamo che gli abbia fatto piacere spendere 25 euro per chievo-Fiorentina o 24 a cesena. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché lo stadio sta diventando sempre di più un lusso. Bisogna fargli capire che noi a questo gioco non ci stiamo più e che sarebbe un problema anche per loro se da domani davvero, davvero tutti quanti smettessimo...
Un caloroso grazie quindi a Mencucci per essere il numero uno incontrastato degli Amministratori Delegati, la cui definizione sui dizionari, secondo noi, dovrebbe essere accompagnata dalla sua foto come esempio massimo della professione.

martedì 29 marzo 2011

Di che calcio moriremo


"La fede non si tessera": così conclude il dibattito Domenico Mungo dopo un' ultima accurata riflessione sugli argomenti trattati sabato pomeriggio all'Aliante Faculty Club a Sesto Fiorentino, sede ormai nota dei dibattiti sul mondo del calcio e del tifo, perfettamente organizzati da Alessandro tramite il suo Dodicesimouomo.
Il pomeriggio comincia con l'arrivo, insieme alla famiglia, della piccola Giulia, che saluta i ragazzi già presenti e riceve una maglietta della Fiorentina.
Verso le 18.30 inizia il dibattito e davanti ad una sessantina di persone parlano molti ospiti di diverse tipologie: l'avvocato Lorenzo Contucci, il vicedirettore di Calciopress Stefano Cordeschi, l'ultras Marzio Brazzini e il già citato Domenico Mungo.
A presentare e gestire la serata, dal titolo "Di che calcio moriremo", il solito Alessandro Landi che, inoltre, mette a disposizione degli ospiti le magliette degli ultras '73, il cui ricavato andrà interamente alla famiglia di Giulia.
All' incontro presenti anche i giornalisti Vinciguerra, Tenerani e Rialti, quest' ultimo protagonista di un colorito intervento che ha divertito i presenti.
Gli argomenti trattati sono stati la repressione, lo svuotamento degli stadi, in Italia e, purtroppo, a Firenze, le televisioni e ovviamente la "cara" tessera del tifoso sulla quale Contucci e Cordeschi si sono espressi in maniera molto prolungata ed esaustiva, il tutto condito dai sublimi e precisi interventi di Domenico.
Alla fine Contucci ha descritto le battaglie in corso contro la tessera e ha delineato i possibili scenari per il prossimo campionato; poi i ragazzi hanno ringraziato e salutato gli ospiti, alcuni dei quali provenienti da fuori Firenze e si sono spostati al piano inferiore dove era allestito un apericena.
E' stata una serata positiva e interessante, ed è proprio in queste serate che si misura la passione, l'attaccamento, l'amore e la voglia di vincere insieme questa battaglia: "la fede non si tessera...".

martedì 22 febbraio 2011

...And Justice For All


Nel corso della puntata di venerdì 18 febbraio della fiction di Rai3 "Un posto al sole" è andato in onda un simpatico siparietto costruito ad hoc per promuovere la tessera del tifoso e per infangare, agli occhi dell'opinione pubblica, chi decide di non sottoscriverla.
Tutto questo attraverso i dialoghi dei vari personaggi durante il regolare svolgimento della puntata.
Vi descrivo brevemente a cosa ho dovuto assistere: uno dei personaggi (Raffaele) è stato invitato da un suo amico conduttore ad una puntata della sua trasmissione televisiva sul calcio; Raffaele è al bar pensieroso e racconta ai suoi amici che alla trasmissione in tv dovrà parlare della tessera del tifoso.
La barista incuriosita chiede di cosa si tratta e uno degli amici di Raffaele spiega sommariamente dicendo che viene rilasciata dalle società con il consenso della questura e serve per garantire la sicurezza negli stadi; la barista allora esclama: "Quindi è una cosa positiva?" e Raffaele risponde: "Ottima".
Un altro suo amico poi lo mette in guardia dicendo che i tifosi delle curve non ne vogliono neanche sentire parlare e che hanno fatto polemiche e scontri per questo.
Raffaele torna a casa molto turbato e si addormenta, mentre dorme sogna un gruppo di ultras che lo aggredisce e si sveglia di soprassalto.
Allora ne parla con la moglie che lo invita a schierarsi per questa giusta causa e lui chiude con questa frase: "Ma lo hai capito che qui stiamo parlando del peggio dei tifosi? Questi ragionano con spranghe e catene".
Alla fine di questo penoso episodio mancava, a mio avviso, solo il logo Pubblicità Progresso, Rai per il sociale!
Potrebbe essere solo un caso, ma i recenti avvenimenti in materia della tessera, vedi garante della privacy e associazione consumatori, mi fanno pensare che lo stato, essendosi accorto del clamoroso fallimento della tessera, cerchi di riabilitarla agli occhi di chi non conosce niente sul mondo del calcio e del tifo inserendo squallidi teatrini come questo in programmi nazionali seguiti da donne, bambini e uomini di qualsiasi età, per far sì che questo gli torni utile in un'eventuale fase decisionale o semplicemente per spostare dalla propria parte l'opinione pubblica informandola a proprio piacimento.
Ragazzi, stiamo con gli occhi aperti, la disinformazione tramite i media è un'arma potente che dobbiamo smascherare con la testa, con il pensiero libero e non rispondendo con violenza alle loro provocazioni.
Questo come tanti altri fatti (vedi quelli recenti di Torino sponda granata con il programma "Questura on line", che probabilmente verrà esteso in tutta Italia e di cui nessuno parla) sono il sintomo di una restrizione delle libertà individuali. Questo è il paese in Europa con il maggior numero di divieti. La storia ci insegna, prima nelle curve, poi nella società civile: chi crede di essere immune o che “lui” non sarà toccato da un giro di vite sempre più stretto è solo un illuso. La “partita” è molto più grande e riguarda la libertà di tutti, sempre che ci interessi parlare di libertà naturalmente. Le leggi esistono, introdurre nuove limitazioni, giorno dopo giorno, in nome della “sicurezza”, significa avvicinarci pericolosamente agli scenari descritti sapientemente e con grande anticipo da Orwell, del resto basterebbe leggere “1984”: era già tutto scritto.
Esprimere un dissenso in maniera civile è l'unico modo per opporci a una deriva democratica.

“Chi è disposto a sacrificare la libertà in cambio della sicurezza non merita né l'una né l'altra cosa”.

Benjamin Franklin (non certo un pericoloso eversivo ma uno dei padri fondatori degli Stati Uniti)

...And Justice For All

domenica 30 gennaio 2011

C'avete rotto il....


Ma in che situazione siamo finiti?! Stiamo toccando veramente il fondo! Ci riferiamo a questo stato di cose in cui tanti, troppi fattori stanno portando questa squadra a fare delle figure di merda sia in casa che fuori. Parliamo in primis del fattore tecnico e quindi dei giocatori che vestono la NOSTRA maglia viola: abbiamo un allenatore che doveva rifondare una squadra ed invece si ritrova con gli stessi giocatori di anno, con qualche innesto, seppur promettente, dal settore giovanile ed altri (vedi Cerci) assolutamenti inefficaci nel portare un nuovo gioco ed una nuova anima. Quande si cambia allenatore si cambiano anche i giocatori: quande venne Prandelli gli presero tutti quelli che aveva già allenato ai tempi di Verona e Parma ed invece a Mihajlovic non gnen'hanno preso uno! Perché, ci domandiamo, l'allenatore non si è imposto? Perché non ha battuto i pugni sui tavoli e non ha richiesto i suoi giocatori, quelli che voleva lui? Ed al di là di questo, perché la Società non ha preso dei giocatori di valore invece di puntare sui soliti scarti delle altre squadre? Questi sono sicuramente degli errori grossolani che sono stati fatti in questi ultimi tempi... anche al Poggibonsi, con le dovute proporzioni, sanno fare meglio di quanto è stato proposto dalla Fiorentina.
Parliamo poi del dibattito che imperversa in questi giorni in città, parliamo di un giocatore come Mutu che, a parte le prestazioni sul campo, c'ha sempre preso per il culo. Come si fa a reintegrarlo sempre in squadra senza patirne le conseguenze? Un giocatore che organizza fisso il giovedì sera in discoteca dove i più giovani vengono coinvolti (vedi Ljajic, Babacar, Camporese, etc...) ed indotti a pensare che questo è il vero divertimento, non la partita della domenica. Un giocatore che si faceva buttare fuori per andare a preparare il ritiro in nazionale a dispetto della lotta per la Champion's che la Fiorentina stava conducendo, un giocatore che mandava messaggini a Totti salutando con euforia il passaggio ai giallozzozzi (poi sfumato per l'opposizione di Prandelli), un giocatore che, parlando di cose recenti, ha sempre cercato lo scontro in Società battendo cassa e che si era offerto anche al Cesena, trasferimento anche questo sfumato e che ha portato all'ultima pantomimica conferenza stampa. Non parliamo poi dei fatti di droga, delle scazzottate e di pillole varie... Ma anche qui la Società non ha saputo gestire questa situazione, non ha saputo prendere decisioni sensate, in barba all'etica professionale ma anche alla passione sconfinata dei Fiorentini.
Ma Mutu non è mica il solo! Sappiamo tutti cosa succede a giro nella movida fiorentina, non facciamo i finti tonti, episodi come quelli capitati a Vargas settimana scorsa non ci devono stupire più di tanto.
Con queste premesse non c'è che da sperare di arrivare presto a fine campionato, di arrivare quanto prima ai fatidici 40 punti che significano salvezza e rifondare tutto l'ambiente, dalla Società, che non si capisce bene se ci è o ci fa, e da alcuni giocatori che come i pesci dopo un po' puzzano.
Ci siamo stancati di non vedere il cuore in campo, di scuotere la testa vedendo delle prestazioni indecenti, battere le mani con gli occhi al cielo leggendo le cronache sui giornali... Basta festini in discoteca e comportamenti fuori dalle righe: CI SIAMO ROTTI I COGLIONI!

venerdì 31 dicembre 2010

Il 2010 per la Brigata Marco Ballerini


Un altro anno è passato, un altro anno se ne va lasciando in noi il ricordo di trasferte affrontate, vittorie sudate, sconfitte brucianti, bandiere sventolanti e tante domeniche passate insieme al seguito della nostra amata Fiorentina.
Per la BMB il 2010 è stato sicuramente un anno positivo: da gennaio a maggio siamo stati apprezzati da tutta la curva Fiesole, e non solo per la presenza nel nostro settore di 6 bellissimi bandieroni circondati da numerose altre bandierine.
Grande successo ha riscosso la gigantografia di Marco, per la quale abbiamo ricevuto complimenti da tutti.
Ci siamo inoltre distinti per la presenza in consistente numero ad ogni trasferta, una su tutte Cagliari, dove abbiamo colorato il settore con le nostre bandierine tenute a mano.
Sul finire di stagione abbiamo presenziato, con tanto di striscione, a due sfide decisive per la promozione in serie B, purtroppo mancata, dei nostri fratelli gialloblu dell'Hellas Verona e al ritiro estivo dei viola a Cortina.
Il 2010 è proseguito poi con l'inizio di questa stagione calcistica contraddistinta purtroppo da quel nuovo metodo repressivo e anticostituzionale rispondente al nome di "tessera del tifoso". La BMB però non si è disunita, ha partecipato ai dibattiti estivi collettivi, ha discusso al suo interno ed ha deciso di non tesserarsi come gruppo, anche se nutre il massimo rispetto per chi, del club o meno, ha deciso di sottoscrivere la card.
Dopo le prime due giornate di difficoltà e incomprensioni, il movimento "noi non tesserati" ha acquistato coesione e organizzazione, situandosi al centro del Parterre e colorandolo prima con bandierine acf 1926 e poi con svariati bandieroni, oltre che portando con sé sempre più persone.
Ci sono state anche delle difficoltà nel farsi accettare dal resto della curva tesserata, soprattutto la prime giornate quando "il parterre" entrava 10 minuti dopo l'inizio della gara per manifestare il proprio dissenso e veniva puntualmente fischiato dal resto della tifoseria.
Infine i non tesserati, fatti passare dallo stato, dall'opinione pubblica e dal viminale come i "cattivi", sono stati molto limitati nella loro attività di tifosi, dovendo subire torti di ogni genere e vedersi vietare praticamente tutte le trasferte. Nelle rarissime occasioni dove è stato dato il via libera i non tesserati non hanno fatto mancare il loro apporto presentandosi in 300 a Genova, dove poi sono stati vigliaccamente messi nel settore ospiti, in un centinaio di sabato pomeriggio a Udine e in 200 di martedi sera a Parma per gli ottavi di coppa italia.
La BMB, all'interno del movimento non tesserato, sta avendo un ruolo importante, sia per quanto riguarda le bandierine, i bandieroni e sia nell'organizzazione di iniziative quali l'aperitivo con Antognoni e il dibattito con Martucci. Inoltre si è cercato di essere sempre presente, sia in casa che in trasferta, con un buon numero di ragazzi al seguito.
Concludo con l'augurio di un glorioso 2011 e la speranza di continuare su questa strada, anche per chi da lassù ci guarda e sicuramente sarebbe fiero di noi!
MARCO VIVE

martedì 14 dicembre 2010

A coloro che seguono la squadra allo stadio


When they kick at your front door/ How you gonna come?/With your hands on your head/Or on the trigger of your gun! (The Clash – The Guns of Brixton – 1978)

Eh già, la domanda che si facevano i mai dimenticati Jones e Strummer è oggi più che mai – metaforicamente – legittima: quando ci prendono a calci la porta, come andiamo ad aprire, a braccia alzate o con il dito sul grilletto?

Ecco, fuor di metafora, oggi noi tifosi come dobbiamo porci di fronte a tutto quello che ci stanno facendo? E, per di più, viene da chiedersi se veramente abbiamo chiaro quello che ci stanno facendo? Ma ancor prima, a ritroso logicamente e psicologicamente, chi siamo?

Siamo il calcio, quello vero, quello fatto di emozioni e passioni, siamo quelli che vivono all’infinito 90 minuti, che pensano calcio, vedono calcio, sentono calcio, vivono calcio. Siamo quelli che usiamo i nostri colori come segno di identificazione, i nostri inni come colonna sonora di un’intera vita, le nostre gioie come voglia di vivere, i nostri dolori come momenti di nero da superare in fretta. Siamo gente che ama alla follia, o meglio siamo folli che hanno imparato l’amore e lo insegnano a propria volta. Siamo contagiati e contagiosi, orgogliosamente imperfetti, eroicamente stupidi, coscientemente incoscienti. Siamo capaci di tutto per niente. Siamo soli anche in mezzo a migliaia come noi ma ci sentiamo a casa ogni volta che vediamo i nostri colori. Vinciamo e perdiamo per interposta persona, ma poi in fondo pensiamo che sono quelli che vanno in campo che giocano casualmente al posto nostro. Senza di noi crediamo che il mondo non esisterebbe, con noi il mondo è migliore.

Ma di fronte a tutto questo, forse proprio per questo, quelli che lentamente ma inesorabilmente ci hanno strappato il giocattolo dalle mani, hanno cominciato a darci calci in faccia.

Hanno rubato le nostre maglie, riempiendole di vergognose patacche; hanno preso i nostri scarpini colorandoli come a carnevale; hanno drogato le nostre squadre per vincere senza gloria; hanno cambiato le regole per far contente le televisioni; hanno comprato e venduto giocatori per strappare le bandiere; hanno parlato sempre di bilanci ma mai di sogni; hanno silenziato i microfoni per non far sentire le nostre voci; hanno rovinato gli stadi per arricchire quattro palazzinari; hanno represso la nostra voglia di vivere spengendoci i fumogeni; ci hanno levato l’appartenenza sciogliendo i gruppi; hanno tarpato le ali alla nostra fantasia togliendoci gli striscioni; hanno rovinato il tempo dell’attesa dandoci parole vuote ogni secondo; hanno spento l’ardore con gabbie e reti; hanno rovinato i nostri riti laici inventando un calendario inesistente; hanno trasformato le domeniche in settimane e le settimane in mesi; hanno fatto diventare tutti campioni tanto che i campioni non esistono più; hanno voluto ministri poliziotti che colpissero i tifosi e parlamentari tifosi che gli indicassero chi colpire; hanno sparato a Gabriele Sandri e hanno detto che era un caso; hanno diviso chi era unito con tessere per dire chi era bravo e chi no; hanno messo barriere di ogni tipo per impedirci di andare allo stadio; hanno voluto stadi vuoti per riempire i divani; hanno messo i tifosi finti per coprire gli stadi vuoti; hanno fatto tutto questo ed altro e poi hanno cercato qualcun a cui dare la colpa… E, magicamente, per questo noi eravamo perfetti.

Ma hanno fatto i conti senza di noi. Siamo tifosi e lo saremo sempre: non alzeremo mai le mani.

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